Metodo editoriale
Ogni settimana riceviamo proposte da professionisti, da colleghi che li segnalano, o da chi ci scrive dopo aver visto un episodio. Ecco come valutiamo cosa raccontare.
Il primo filtro riguarda la natura della storia. Cerchiamo un cambiamento reale, con un prima e un dopo distinguibili, non un percorso di crescita lineare raccontato con il senno di poi. Se una persona ha sempre saputo cosa voleva fare e lo ha semplicemente realizzato, la storia probabilmente non fa per noi. Cerchiamo il momento in cui qualcosa si è rotto, o si è chiarito all'improvviso, dopo mesi o anni di ambiguità.
Questo non significa che serva un dramma. A volte il momento di svolta è una conversazione al bar durata dieci minuti. Altre volte è la somma di piccole cose che, un giorno, diventano insopportabili tutte insieme. Quello che conta è che la persona intervistata riesca a indicare un punto preciso, anche solo un periodo di poche settimane.
Vogliamo sapere cosa è stato fatto davvero: telefonate, disdette, colloqui, ricerche. Non bastano intenzioni o propositi generici.
Diamo priorità a settori poco raccontati altrove: mestieri manuali, professioni sanitarie, lavori tecnici, oltre ai profili più visibili sui social.
Preferiamo interviste realizzate almeno otto mesi dopo il cambiamento, per avere uno sguardo meno emotivo e più fattuale.
Chiediamo di parlare anche di dubbi, errori di percorso, costi economici o relazionali. Le interviste troppo levigate non vengono pubblicate.
Non pubblichiamo storie presentate come esempi da seguire, né racconti costruiti per promuovere un prodotto, un corso o un servizio. Non cerchiamo nemmeno la storia più spettacolare in assoluto: un cambiamento discreto, raccontato con precisione, ci interessa più di una svolta plateale raccontata in modo vago. Evitiamo storie di cui non è possibile verificare almeno gli elementi essenziali del contesto professionale.
Preferiamo una storia piccola raccontata con precisione a una storia grande raccontata in modo vago.
Criteri editoriali interni, Encibaro
Chi propone un tema tramite il modulo dedicato riceve una prima risposta entro un paio di settimane, salvo periodi di maggior afflusso. La redazione legge la proposta, verifica la coerenza del racconto e, se necessario, richiede una breve chiamata conoscitiva prima di programmare le riprese.
Non tutte le proposte vengono trasformate in un episodio. Alcune vengono archiviate per essere riconsiderate più avanti, quando il tema si incrocia con altri episodi in lavorazione.
Preferiamo interviste realizzate dopo che i mesi successivi alla decisione sono già trascorsi, così da poter raccontare anche le conseguenze pratiche e non solo le intenzioni iniziali.
Non è previsto alcun compenso economico né alcun costo per partecipare. La partecipazione è su base volontaria e informativa.
Sì, ogni persona intervistata riceve una bozza del montaggio e può richiedere la rimozione di parti specifiche prima della pubblicazione definitiva.
Varia molto a seconda della disponibilità di entrambe le parti e del calendario editoriale in corso. Non forniamo tempistiche fisse, ma aggiorniamo chi ha proposto un tema a ogni passaggio.
Il modulo di proposta richiede pochi minuti e nessun impegno.
Vai al modulo